La Gilda degli Assassini

Di tutte le corporazioni che esistono nei Quattro Regni, la più potente in assoluto è quasi certamente la Gilda degli Assassini, detta anche «La Mano». Più potente persino del Magistero, ovvero della Gilda dei Maghi, la Mano opera nei vari regni attraverso le Logge. Ogni Loggia si occupa degli affari della Gilda all’interno di un ben determinato territorio. Non c’è villaggio o località nei Quattro Regni, per quanto sperduta, che non sia sotto il controllo di una Loggia.

L’organizzazione

La loggia principale è detta Grande Loggia e si trova a Sulah, ai confini tra il Regno del Nord e quello del Sud, ai piedi dei Monti del Tramonto. Ogni loggia è retta da un Consiglio dei Sette a capo del quale è il Primo fra i Sette. Sotto al Consiglio ci sono vari Sovrintendenti, ognuno dedicato a uno specifico settore dell’organizzazione. La maggior parte dei membri della Mano, infatti, non sono assassini. I sicari veri e propri rappresentano solo una piccola parte della Mano, un’élite, ovvero la sezione esecutiva della Gilda. Tutti gli altri sono artigiani, mercanti, informatori e via dicendo. Questo rende la Gilda degli Assassini unica nel suo genere, dato che un suo membro può far parte anche di un’altra corporazione professionale, cosa che non succede con nessuna delle altre Gilde.

L’appartenenza alla Mano può essere segreta, ma non è obbligatorio. In effetti molti artigiani appartenenti alla Mano mostrano con orgoglio il simbolo della Gilda, una mano aperta con le dita allargate, appunto, dato che rappresenta una sorta di certificato di qualità oltre che un simbolo di protezione dai malintenzionati. Nessuno infatti oserebbe derubare un membro della Mano.

Il Settimo fra i Sette è anche il Sovrintendente alla sezione esecutiva della Gilda, ovvero il Gran Maestro delle Dita. È lui che propone l’ingresso di nuove Dita nella Mano, anche se la decisione definitiva viene presa dal Consiglio con una maggioranza che deve essere di almeno cinque membri a favore su sette.

Ogni Loggia può contare su un numero di assassini che non supera quasi mai i trenta e copre un territorio più o meno grande a seconda della densità di popolazione. Ad esempio, la Loggia di Morgane copre due regioni: l’Immeria e l’Affernia. Sebbene si tratti infatti di regioni alquanto estese, la maggior parte dei villaggi e delle città si trovano sulla costa, rimanendo all’interno per lo più casali e fattorie.

La Presa

Un assassino è libero di accettare o rifiutare un incarico, con l’unica eccezione degli incarichi dati dalla Gilda stessa, che non possono essere rifiutati. Si tratta tuttavia di casi molto rari. Inoltre, se l’incarico va contro i principi morali dell’assassino, questi può farsi sostituire da un collega, se disponibile, ma non può in alcun modo preavvertire la vittima o peggio ancora aiutarla a salvarsi. Se tuttavia non trova nessuno disposto a sostituirlo, allora deve comunque portare a termine l’incarico.

Ogni incarico è chiamato «presa» e il compenso è detto «tratta». La scelta della vittima è invece detta «marcatura». La tratta va pagata completamente in anticipo: metà va all’assassino, metà alla Gilda. Tuttavia l’assassino deve, con la sua parte di tratta, pagarsi tutte le spese necessarie a portare a termine l’incarico, inclusi i servizi offerti dalla Gilda stessa, comunque a pagamento. Unica eccezione sono gli incarichi d’ufficio, ovvero quelli commissionati dalla Gilda stessa. In questo caso l’assassino riceve tutto il sostegno necessario senza dover pagare nulla; inoltre riceve la cosiddetta «tratta nuda», ovvero un compenso prefissato che non deve ulteriormente spartire con la Gilda. Una volta preso un incarico l’assassino deve portarlo a termine a meno di non esserne sollevato dal mandante o, in caso di sua morte, dagli eredi diretti, se ce ne sono. L’incarico ha termine solo con la morte della vittima per mano dell’assassino, per incidente o per mano di altri o in caso di morte dell’assassino stesso. In quest’ultimo caso la Gilda rimborsa il doppio della tratta al mandante o a i suoi eredi, ma non passa l’incarico a un altro membro della Gilda. Sta al mandante decidere se ingaggiare o meno un altro assassino.

La Gilda non entra mai in merito delle motivazioni che portano un Dito, come sono detti gli assassini, ad accettare o a rifiutare un incarico, tuttavia, se accettata, la presa deve essere portata a termine seguendo un protocollo preciso. Innanzi tutto la morte deve essere quanto più rapida possibile. L’assassino deve evitare di far soffrire la vittima, se possibile. Inoltre l’assassino non può preavvertire la vittima o braccarla giocando come il gatto con il topo. A volte capita che il mandante, per far soffrire la vittima, la informi di aver dato alla Mano l’incarico di ucciderla. In questo caso l’assassino deve agire quanto più velocemente possibile per evitare inutili sofferenze alla vittima e a i suoi familiari. Questa regola è uno dei motivi per il quale la Mano è in qualche modo rispettata da tutti. Senza di essa gli omicidi sarebbero inutilmente violenti. Inoltre molte persone ricorrono alla Mano per suicidarsi, ovvero richiedendo una presa nei propri stessi confronti, non avendo il coraggio di farlo da soli. In questo caso l’uccisione avviene sempre di sorpresa e nel modo più indolore possibile. Anche per questo la Mano è considerata una sorta di servizio sociale.

Naturalmente ci sono assassini disposti ad uccidere chiunque per denaro, altri che invece uccidono in base a criteri ben definiti. Ci sono ad esempio donne che uccidono solo donne, oppure solo uomini; assassini che non uccidono mai fanciulli sotto una certa età; altri che uccidono solo persone che si sono macchiate a loro volta di un qualche delitto. La Mano non fa distinzioni, purché facciano parte della Gilda e ne rispettino le regole.

La Regola

La Regola rappresenta l’insieme delle leggi e dei precetti della Gilda. Non tutte le norme sono vere e proprie leggi. Alcune sono solo raccomandazioni, ma sono solitamente seguite da tutti i membri della Gilda, salvo casi eccezionali.

Le tre leggi principali sono:

  1. «Un Dito non lascia mai la Presa», ovvero un assassino deve sempre portare a termine un incarico che ha accettato, a meno che la vittima non muoia per altri motivi, ovvero se la vittima designata viene uccisa da altri o muore per un incidente. In questo caso si parla di «buca bianca» e l’assassino deve restituire la somma ricevuta, ovvero la tratta, a meno che non abbia causato lui stesso l’incidente. Se invece la presa ha successo, si ha quella che si dice una «tacca». La tratta va sempre pagata in anticipo. Ovviamente la presa viene considerata fallita se l’assassino muore. In questo caso si parla di «buca nera» e la Gilda deve rimborsare due volte la tratta. Il rimborso si chiama «rifuso». Chi ha dato l’incarico può sempre sciogliere l’assassino dalla presa in qualunque momento pagando un «riscatto» pari al doppio della tratta. Se tuttavia il mandante muore, solo un erede potrà sciogliere l’assassino dall’incarico, ma in questo caso dovrà pagare un riscatto equivalente a tre volte la tratta, chiamato «ricarico», a meno di non essere lui stesso la vittima. In tal caso, a meno che un altro erede non paghi il riscatto, l’incarico dovrà essere comunque portato a termine.
  2. «Solo la Mano marca le Dita e gli Esclusi», ovvero solo la Grande Loggia può autorizzare l’assassinio di un altro membro della Gilda o di un personaggio importante. Sebbene la legge nomini solo le Dita, la norma vale anche per i membri non esecutivi della Gilda, anche se in questo caso basta l’autorizzazione della Loggia alla quale appartengono. In ogni caso un assassino non può accettare mai incarichi verso membri della Gilda, a meno di non essere autorizzato. Gli Esclusi sono invece personaggi importanti il cui assassinio da parte della Gilda può comportare seri problemi di carattere politico, religioso o comunque sociale, come regnanti, grandi sacerdoti, capi delle corporazioni e, ovviamente, i loro familiari più stretti.
  3. «Un Dito fa una sola Presa per volta», ovvero un assassino può accettare un solo incarico per volta. Un singolo incarico, tuttavia, può riguardare più persone, purché fra loro ci sia un legame stretto. Ad esempio i membri di una stessa famiglia, oppure una banda di briganti, oppure due o più soci della stessa impresa. In tutti gli altri casi un incarico deve riguardare un singolo individuo. Non ci sono limiti di età o distinzioni di sesso o di ceto, ad eccezione degli Esclusi.

Naturalmente esistono anche molte altre leggi, norme e raccomandazioni, uguali comunque in tutte le Logge. La divisione in Logge è infatti solo amministrativa: la Mano è una sola.

La Gilda degli Assassini

Di tutte le corporazioni che esistono nei Quattro Regni, la più potente in assoluto è quasi certamente la Gilda degli Assassini, detta anche «La Mano». Più potente persino del Magistero, ovvero della Gilda dei Maghi, la Mano opera nei vari regni attraverso le Logge. Ogni Loggia si occupa degli affari della Gilda all’interno di un ben determinato territorio. Non c’è villaggio o località nei Quattro Regni, per quanto sperduta, che non sia sotto il controllo di una Loggia.

L’organizzazione

La loggia principale è detta Grande Loggia e si trova a Sulah, ai confini tra il Regno del Nord e quello del Sud, ai piedi dei Monti del Tramonto. Ogni loggia è retta da un Consiglio dei Sette a capo del quale è il Primo fra i Sette. Sotto al Consiglio ci sono vari Sovrintendenti, ognuno dedicato a uno specifico settore dell’organizzazione. La maggior parte dei membri della Mano, infatti, non sono assassini. I sicari veri e propri rappresentano solo una piccola parte della Mano, un’élite, ovvero la sezione esecutiva della Gilda. Tutti gli altri sono artigiani, mercanti, informatori e via dicendo. Questo rende la Gilda degli Assassini unica nel suo genere, dato che un suo membro può far parte anche di un’altra corporazione professionale, cosa che non succede con nessuna delle altre Gilde.

L’appartenenza alla Mano può essere segreta, ma non è obbligatorio. In effetti molti artigiani appartenenti alla Mano mostrano con orgoglio il simbolo della Gilda, una mano aperta con le dita allargate, appunto, dato che rappresenta una sorta di certificato di qualità oltre che un simbolo di protezione dai malintenzionati. Nessuno infatti oserebbe derubare un membro della Mano.

Il Settimo fra i Sette è anche il Sovrintendente alla sezione esecutiva della Gilda, ovvero il Gran Maestro delle Dita. È lui che propone l’ingresso di nuove Dita nella Mano, anche se la decisione definitiva viene presa dal Consiglio con una maggioranza che deve essere di almeno cinque membri a favore su sette.

Ogni Loggia può contare su un numero di assassini che non supera quasi mai i trenta e copre un territorio più o meno grande a seconda della densità di popolazione. Ad esempio, la Loggia di Morgane copre due regioni: l’Immeria e l’Affernia. Sebbene si tratti infatti di regioni alquanto estese, la maggior parte dei villaggi e delle città si trovano sulla costa, rimanendo all’interno per lo più casali e fattorie.

La Presa

Un assassino è libero di accettare o rifiutare un incarico, con l’unica eccezione degli incarichi dati dalla Gilda stessa, che non possono essere rifiutati. Si tratta tuttavia di casi molto rari. Inoltre, se l’incarico va contro i principi morali dell’assassino, questi può farsi sostituire da un collega, se disponibile, ma non può in alcun modo preavvertire la vittima o peggio ancora aiutarla a salvarsi. Se tuttavia non trova nessuno disposto a sostituirlo, allora deve comunque portare a termine l’incarico.

Ogni incarico è chiamato «presa» e il compenso è detto «tratta». La scelta della vittima è invece detta «marcatura». La tratta va pagata completamente in anticipo: metà va all’assassino, metà alla Gilda. Tuttavia l’assassino deve, con la sua parte di tratta, pagarsi tutte le spese necessarie a portare a termine l’incarico, inclusi i servizi offerti dalla Gilda stessa, comunque a pagamento. Unica eccezione sono gli incarichi d’ufficio, ovvero quelli commissionati dalla Gilda stessa. In questo caso l’assassino riceve tutto il sostegno necessario senza dover pagare nulla; inoltre riceve la cosiddetta «tratta nuda», ovvero un compenso prefissato che non deve ulteriormente spartire con la Gilda. Una volta preso un incarico l’assassino deve portarlo a termine a meno di non esserne sollevato dal mandante o, in caso di sua morte, dagli eredi diretti, se ce ne sono. L’incarico ha termine solo con la morte della vittima per mano dell’assassino, per incidente o per mano di altri o in caso di morte dell’assassino stesso. In quest’ultimo caso la Gilda rimborsa il doppio della tratta al mandante o a i suoi eredi, ma non passa l’incarico a un altro membro della Gilda. Sta al mandante decidere se ingaggiare o meno un altro assassino.

La Gilda non entra mai in merito delle motivazioni che portano un Dito, come sono detti gli assassini, ad accettare o a rifiutare un incarico, tuttavia, se accettata, la presa deve essere portata a termine seguendo un protocollo preciso. Innanzi tutto la morte deve essere quanto più rapida possibile. L’assassino deve evitare di far soffrire la vittima, se possibile. Inoltre l’assassino non può preavvertire la vittima o braccarla giocando come il gatto con il topo. A volte capita che il mandante, per far soffrire la vittima, la informi di aver dato alla Mano l’incarico di ucciderla. In questo caso l’assassino deve agire quanto più velocemente possibile per evitare inutili sofferenze alla vittima e a i suoi familiari. Questa regola è uno dei motivi per il quale la Mano è in qualche modo rispettata da tutti. Senza di essa gli omicidi sarebbero inutilmente violenti. Inoltre molte persone ricorrono alla Mano per suicidarsi, ovvero richiedendo una presa nei propri stessi confronti, non avendo il coraggio di farlo da soli. In questo caso l’uccisione avviene sempre di sorpresa e nel modo più indolore possibile. Anche per questo la Mano è considerata una sorta di servizio sociale.

Naturalmente ci sono assassini disposti ad uccidere chiunque per denaro, altri che invece uccidono in base a criteri ben definiti. Ci sono ad esempio donne che uccidono solo donne, oppure solo uomini; assassini che non uccidono mai fanciulli sotto una certa età; altri che uccidono solo persone che si sono macchiate a loro volta di un qualche delitto. La Mano non fa distinzioni, purché facciano parte della Gilda e ne rispettino le regole.

La Regola

La Regola rappresenta l’insieme delle leggi e dei precetti della Gilda. Non tutte le norme sono vere e proprie leggi. Alcune sono solo raccomandazioni, ma sono solitamente seguite da tutti i membri della Gilda, salvo casi eccezionali.

Le tre leggi principali sono:

  1. «Un Dito non lascia mai la Presa», ovvero un assassino deve sempre portare a termine un incarico che ha accettato, a meno che la vittima non muoia per altri motivi, ovvero se la vittima designata viene uccisa da altri o muore per un incidente. In questo caso si parla di «buca bianca» e l’assassino deve restituire la somma ricevuta, ovvero la tratta, a meno che non abbia causato lui stesso l’incidente. Se invece la presa ha successo, si ha quella che si dice una «tacca». La tratta va sempre pagata in anticipo. Ovviamente la presa viene considerata fallita se l’assassino muore. In questo caso si parla di «buca nera» e la Gilda deve rimborsare due volte la tratta. Il rimborso si chiama «rifuso». Chi ha dato l’incarico può sempre sciogliere l’assassino dalla presa in qualunque momento pagando un «riscatto» pari al doppio della tratta. Se tuttavia il mandante muore, solo un erede potrà sciogliere l’assassino dall’incarico, ma in questo caso dovrà pagare un riscatto equivalente a tre volte la tratta, chiamato «ricarico», a meno di non essere lui stesso la vittima. In tal caso, a meno che un altro erede non paghi il riscatto, l’incarico dovrà essere comunque portato a termine.
  2. «Solo la Mano marca le Dita e gli Esclusi», ovvero solo la Grande Loggia può autorizzare l’assassinio di un altro membro della Gilda o di un personaggio importante. Sebbene la legge nomini solo le Dita, la norma vale anche per i membri non esecutivi della Gilda, anche se in questo caso basta l’autorizzazione della Loggia alla quale appartengono. In ogni caso un assassino non può accettare mai incarichi verso membri della Gilda, a meno di non essere autorizzato. Gli Esclusi sono invece personaggi importanti il cui assassinio da parte della Gilda può comportare seri problemi di carattere politico, religioso o comunque sociale, come regnanti, grandi sacerdoti, capi delle corporazioni e, ovviamente, i loro familiari più stretti.
  3. «Un Dito fa una sola Presa per volta», ovvero un assassino può accettare un solo incarico per volta. Un singolo incarico, tuttavia, può riguardare più persone, purché fra loro ci sia un legame stretto. Ad esempio i membri di una stessa famiglia, oppure una banda di briganti, oppure due o più soci della stessa impresa. In tutti gli altri casi un incarico deve riguardare un singolo individuo. Non ci sono limiti di età o distinzioni di sesso o di ceto, ad eccezione degli Esclusi.

Naturalmente esistono anche molte altre leggi, norme e raccomandazioni, uguali comunque in tutte le Logge. La divisione in Logge è infatti solo amministrativa: la Mano è una sola.

La Mano

La Gilda degli Assassini

Di tutte le corporazioni che esistono nei Quattro Regni, la più potente in assoluto è quasi certamente la Gilda degli Assassini, detta anche «La Mano». Più potente persino del Magistero, ovvero della Gilda dei Maghi, la Mano opera nei vari regni attraverso le Logge. Ogni Loggia si occupa degli affari della Gilda all’interno di un ben determinato territorio. Non c’è villaggio o località nei Quattro Regni, per quanto sperduta, che non sia sotto il controllo di una Loggia.

L’organizzazione

La loggia principale è detta Grande Loggia e si trova a Sulah, ai confini tra il Regno del Nord e quello del Sud, ai piedi dei Monti del Tramonto. Ogni loggia è retta da un Consiglio dei Sette a capo del quale è il Primo fra i Sette. Sotto al Consiglio ci sono vari Sovrintendenti, ognuno dedicato a uno specifico settore dell’organizzazione. La maggior parte dei membri della Mano, infatti, non sono assassini. I sicari veri e propri rappresentano solo una piccola parte della Mano, un’élite, ovvero la sezione esecutiva della Gilda. Tutti gli altri sono artigiani, mercanti, informatori e via dicendo. Questo rende la Gilda degli Assassini unica nel suo genere, dato che un suo membro può far parte anche di un’altra corporazione professionale, cosa che non succede con nessuna delle altre Gilde.

L’appartenenza alla Mano può essere segreta, ma non è obbligatorio. In effetti molti artigiani appartenenti alla Mano mostrano con orgoglio il simbolo della Gilda, una mano aperta con le dita allargate, appunto, dato che rappresenta una sorta di certificato di qualità oltre che un simbolo di protezione dai malintenzionati. Nessuno infatti oserebbe derubare un membro della Mano.

Il Settimo fra i Sette è anche il Sovrintendente alla sezione esecutiva della Gilda, ovvero il Gran Maestro delle Dita. È lui che propone l’ingresso di nuove Dita nella Mano, anche se la decisione definitiva viene presa dal Consiglio con una maggioranza che deve essere di almeno cinque membri a favore su sette.

Ogni Loggia può contare su un numero di assassini che non supera quasi mai i trenta e copre un territorio più o meno grande a seconda della densità di popolazione. Ad esempio, la Loggia di Morgane copre due regioni: l’Immeria e l’Affernia. Sebbene si tratti infatti di regioni alquanto estese, la maggior parte dei villaggi e delle città si trovano sulla costa, rimanendo all’interno per lo più casali e fattorie.

La Presa

Un assassino è libero di accettare o rifiutare un incarico, con l’unica eccezione degli incarichi dati dalla Gilda stessa, che non possono essere rifiutati. Si tratta tuttavia di casi molto rari. Inoltre, se l’incarico va contro i principi morali dell’assassino, questi può farsi sostituire da un collega, se disponibile, ma non può in alcun modo preavvertire la vittima o peggio ancora aiutarla a salvarsi. Se tuttavia non trova nessuno disposto a sostituirlo, allora deve comunque portare a termine l’incarico.

Ogni incarico è chiamato «presa» e il compenso è detto «tratta». La scelta della vittima è invece detta «marcatura». La tratta va pagata completamente in anticipo: metà va all’assassino, metà alla Gilda. Tuttavia l’assassino deve, con la sua parte di tratta, pagarsi tutte le spese necessarie a portare a termine l’incarico, inclusi i servizi offerti dalla Gilda stessa, comunque a pagamento. Unica eccezione sono gli incarichi d’ufficio, ovvero quelli commissionati dalla Gilda stessa. In questo caso l’assassino riceve tutto il sostegno necessario senza dover pagare nulla; inoltre riceve la cosiddetta «tratta nuda», ovvero un compenso prefissato che non deve ulteriormente spartire con la Gilda. Una volta preso un incarico l’assassino deve portarlo a termine a meno di non esserne sollevato dal mandante o, in caso di sua morte, dagli eredi diretti, se ce ne sono. L’incarico ha termine solo con la morte della vittima per mano dell’assassino, per incidente o per mano di altri o in caso di morte dell’assassino stesso. In quest’ultimo caso la Gilda rimborsa il doppio della tratta al mandante o a i suoi eredi, ma non passa l’incarico a un altro membro della Gilda. Sta al mandante decidere se ingaggiare o meno un altro assassino.

La Gilda non entra mai in merito delle motivazioni che portano un Dito, come sono detti gli assassini, ad accettare o a rifiutare un incarico, tuttavia, se accettata, la presa deve essere portata a termine seguendo un protocollo preciso. Innanzi tutto la morte deve essere quanto più rapida possibile. L’assassino deve evitare di far soffrire la vittima, se possibile. Inoltre l’assassino non può preavvertire la vittima o braccarla giocando come il gatto con il topo. A volte capita che il mandante, per far soffrire la vittima, la informi di aver dato alla Mano l’incarico di ucciderla. In questo caso l’assassino deve agire quanto più velocemente possibile per evitare inutili sofferenze alla vittima e a i suoi familiari. Questa regola è uno dei motivi per il quale la Mano è in qualche modo rispettata da tutti. Senza di essa gli omicidi sarebbero inutilmente violenti. Inoltre molte persone ricorrono alla Mano per suicidarsi, ovvero richiedendo una presa nei propri stessi confronti, non avendo il coraggio di farlo da soli. In questo caso l’uccisione avviene sempre di sorpresa e nel modo più indolore possibile. Anche per questo la Mano è considerata una sorta di servizio sociale.

Naturalmente ci sono assassini disposti ad uccidere chiunque per denaro, altri che invece uccidono in base a criteri ben definiti. Ci sono ad esempio donne che uccidono solo donne, oppure solo uomini; assassini che non uccidono mai fanciulli sotto una certa età; altri che uccidono solo persone che si sono macchiate a loro volta di un qualche delitto. La Mano non fa distinzioni, purché facciano parte della Gilda e ne rispettino le regole.

La Regola

La Regola rappresenta l’insieme delle leggi e dei precetti della Gilda. Non tutte le norme sono vere e proprie leggi. Alcune sono solo raccomandazioni, ma sono solitamente seguite da tutti i membri della Gilda, salvo casi eccezionali.

Le tre leggi principali sono:

  1. «Un Dito non lascia mai la Presa», ovvero un assassino deve sempre portare a termine un incarico che ha accettato, a meno che la vittima non muoia per altri motivi, ovvero se la vittima designata viene uccisa da altri o muore per un incidente. In questo caso si parla di «buca bianca» e l’assassino deve restituire la somma ricevuta, ovvero la tratta, a meno che non abbia causato lui stesso l’incidente. Se invece la presa ha successo, si ha quella che si dice una «tacca». La tratta va sempre pagata in anticipo. Ovviamente la presa viene considerata fallita se l’assassino muore. In questo caso si parla di «buca nera» e la Gilda deve rimborsare due volte la tratta. Il rimborso si chiama «rifuso». Chi ha dato l’incarico può sempre sciogliere l’assassino dalla presa in qualunque momento pagando un «riscatto» pari al doppio della tratta. Se tuttavia il mandante muore, solo un erede potrà sciogliere l’assassino dall’incarico, ma in questo caso dovrà pagare un riscatto equivalente a tre volte la tratta, chiamato «ricarico», a meno di non essere lui stesso la vittima. In tal caso, a meno che un altro erede non paghi il riscatto, l’incarico dovrà essere comunque portato a termine.
  2. «Solo la Mano marca le Dita e gli Esclusi», ovvero solo la Grande Loggia può autorizzare l’assassinio di un altro membro della Gilda o di un personaggio importante. Sebbene la legge nomini solo le Dita, la norma vale anche per i membri non esecutivi della Gilda, anche se in questo caso basta l’autorizzazione della Loggia alla quale appartengono. In ogni caso un assassino non può accettare mai incarichi verso membri della Gilda, a meno di non essere autorizzato. Gli Esclusi sono invece personaggi importanti il cui assassinio da parte della Gilda può comportare seri problemi di carattere politico, religioso o comunque sociale, come regnanti, grandi sacerdoti, capi delle corporazioni e, ovviamente, i loro familiari più stretti.
  3. «Un Dito fa una sola Presa per volta», ovvero un assassino può accettare un solo incarico per volta. Un singolo incarico, tuttavia, può riguardare più persone, purché fra loro ci sia un legame stretto. Ad esempio i membri di una stessa famiglia, oppure una banda di briganti, oppure due o più soci della stessa impresa. In tutti gli altri casi un incarico deve riguardare un singolo individuo. Non ci sono limiti di età o distinzioni di sesso o di ceto, ad eccezione degli Esclusi.

Naturalmente esistono anche molte altre leggi, norme e raccomandazioni, uguali comunque in tutte le Logge. La divisione in Logge è infatti solo amministrativa: la Mano è una sola.

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