I popoli

Umani, razze antiche e demoni

Gli umani

Le popolazioni

Esistono molte differenti popolazioni in Kios, ognuna più o meno localizzata in un certo territorio. A nord delle Mura, dove una volta sorgeva il grande Impero Avoniano, ci sono tre dei Quattro Regni. Il quarto, il Regno dell’Est, si affaccia sui mari orientali ed è separato dagli altri regni dalle catene del Muro Freddo e del Muro Alto. I Quattro Regni rappresentano i territori più civilizzati di Kios. La loro civiltà è simile a quella dell’Europa nel Basso Medioevo, più o meno intorno al secolo XIV, ma per certi versi è più avanzata, soprattutto per quello che riguarda il settore manifatturiero e l’agricoltura.

Il Settentrione

Per quanto riguarda le varie popolazioni, nel Regno del Nord troviamo i Vàkkar, un popolo guerriero e fiero, ottimi navigatori, che abitano per lo più le coste a nord dei Denti del Lupo, le Terre dei Troll e la Penisola di Cora. Nelle pianure ai piedi dei Denti del Lupo abbiamo i Pàisan, stanziali e in genere agricoltori, e i Romài, nomadi.

A Loth e nei dintorni abitano prevalentemente i Getìni, che sono anche l’etnia più diffusa nei Quattro Regni. Il Regno dell’Ovest è infatti quasi tutto getìno mentre nell’Est e nel Sud essi rappresentano quasi il 40% della popolazione.

Il Meridione

Nel Regno dell’Est abbiamo gli Svétoni mentre nel Regno del Sud ci sono molti Nomài, un popolo imparentato con i nomadi Numéni che vivono nel deserto di Davenhert. Più a sud c’è il grande Impero Esbollìta formato da diverse dozzine di tribù comprese sotto il nome comune appunto di Esbollìti, mentre ad est c’è quello degli Esséni, quasi altrettanto esteso.

A ovest dell’Impero Esbollìta ci sono i Cento Reami, una federazione di una sessantina di regni e un numero imprecisato di domini retto dai Satàn, una sorta di sovrano locale. I Cento Reami sono abitati da molte etnie e microetnie tutte imparentate fra loro e raccolte sotto il nome generico di Innòti.

A sud dell’Ascia di Sàron ci sono le Amazzoni, mentre l’Isola di Spera, la più grande isola di Kios, è abitata da centinaia di tribù primitive che appartengono a due grandi etnie: i Moréi a nord e i Sartài a sud. Poco si sa delle altre grandi isole come Horsa e Folcan o dei lontani arcipelaghi: le Kriadi a nord e le Tereidi a sud. Troppo lontane per essere raggiunte da normali imbarcazioni, si dice siano abitate dagli ultimi discendenti dei Grandi Draghi, rispettivamente dai Draghi di Nebbia e dai Draghi di Fuoco.

Andria

Dalla parte opposta del mondo, sul continente di Andria, vive un popolo così antico da non avere neppure un nome: i suoi membri chiamano sé stessi Asé, che vuol dire semplicemente «la gente», e parlano una lingua che non somiglia a nessuna di quelle di Kios: comune a tutti, ma divisa in decine di dialetti diversi, quasi uno per villaggio. Sono piccoli di statura ma molto robusti, hanno la pelle dorata, i capelli lisci e neri come l’ala di un corvo e il corpo glabro, coperto di tatuaggi blu che si intrecciano come la vegetazione della giungla. Vestono soltanto una fascia di stoffa intorno alla vita, a volte con altre fasce colorate alle ginocchia e agli avambracci, e spesso si dipingono il corpo e il volto, soprattutto di rosso e di bianco.

Vivono in decine di villaggi sparsi nella giungla, gli shabono: un grande anello di pali sormontato da una tettoia circolare, senza capanne né divisioni fra le famiglie, con dozzine di amache e qualche paravento. La proprietà appartiene alla tribù più che al singolo, con la sola eccezione delle armi da caccia. Gli Asé non conoscono la moneta e ricorrono di rado al baratto: chi ha di più dà, chi non può dare condivide o presta, e per ringraziare basta un sorriso. Non hanno nemmeno il culto della bellezza dei popoli di Kios: nessuno si vergogna del proprio corpo, giovane o vecchio, sano o segnato che sia.